La pietra, essendo battuta dall’acciarolo del foco, forte si maravigliò, e con rigida voce disse a quello: «Che prusunzion ti move a darmi fatica? Non mi dare affanno, che tu m’hai colto in iscambio; io non dispiacei mai a nessuno». Al quale l’acciarolo rispose: «Se starai paziente, vederai che maraviglioso frutto uscirà di te». Alle quale parole la pietra, datosi pace, con pazienza stette forte al martire, e vide di sé nascere il maraviglioso foco, il quale colla sua virtù, operava in infinite cose.
Detta per quelli i quali spaventano ne’ prencipi delli studi e poi che a loro medesimi si dispongano potere comandare, e dare con pazienzia opera continua a essi studi, di quelli si vede resultare cose di maravigliose dimostrazione.
Detta per quelli i quali spaventano ne’ prencipi delli studi e poi che a loro medesimi si dispongano potere comandare, e dare con pazienzia opera continua a essi studi, di quelli si vede resultare cose di maravigliose dimostrazione.
(Codice Atlantico, 257 v.b, Milano, Biblioteca Ambrosiana)
