Il rasoio e la sega

Uscendo un giorno il rasoro di quel manico col quale si fa guaina a se medesimo, e postosi al sole, vide il sole ispecchiarsi nel suo corpo: della qual cosa prese somma groria, e rivolto col pensiero indirieto, cominciò con seco medesimo a dire: «Or tornerò io più a...
Il salice e la gazza

Il salice e la gazza

Il misero salice, trovandosi non potere fruire il piacere di vedere i sua sottili rami fare ovver condurre alla desiderata grandezza e dirizzarsi al cielo – per cagione della vite e di qualunche pianta li era visina, sempre elli era storpiato e diramato e guasto...
La noce e la cornacchia

La noce e la cornacchia

Trovandosi la noce essere dalla cornacchia portata sopra un alto campanile, e per una fessura, dove cadde, fu liberata dal mortale suo becco, pregò esso muro, per quella grazia che Dio li aveva dato dell’essere tanto eminente e magno e ricco di sì belle campane...
Il Castagno e il fico

Il Castagno e il fico

Vedendo il castagno l’uomo sopra il fico, il quale piegava inverso a sé i sua rami, e di quelli ispiccava i maturi frutti, e quali metteva nell’aperta bocca disfacendoli e disertandoli coi duri denti, crollando i lunghi rami e con temultevole mormorio...
Il rovo e il merlo

Il rovo e il merlo

Il rovistrice, sendo stimolato nelli sua sottili rami, ripieni di novelli frutti, dai pungenti artigli e becco delle importune merle, si doleva con pietoso rammarichio inverso essa merla, pregando quella che poi che lei li toglieva e sua diletti frutti, ilmeno non la...
Il fuoco e la pietra

Il fuoco e la pietra

La pietra, essendo battuta dall’acciarolo del foco, forte si maravigliò, e con rigida voce disse a quello: «Che prusunzion ti move a darmi fatica? Non mi dare affanno, che tu m’hai colto in iscambio; io non dispiacei mai a nessuno». Al quale...